AID Italia - La risposta alle tue domande sulla dislessia

Aid sezione di

Viterbo

Oltre 200 docenti iscritti ai corsi di formazione fra Marche, Umbria e Abruzzo, attività di screening e didattica per mappe concettuali in Lazio

AID si fa in 4: il progetto continua

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AID si fa in 4: il progetto continua
AID si fa in 4: il progetto continua

"AID si fa in 4", progetto di solidarietà dedicato alle aree del Centro Italia colpite dal terremoto dell’agosto 2016, prosegue nel suo percorso di ricostruzione delle reti territoriali di supporto all’apprendimento.

L'iniziativa, lanciata a novembre 2017, coinvolge i comuni Amatrice (RI), Arquata del Tronto (AP), Civitella del Tronto (TE) e Norcia (PG), uno per ognuna delle 4 regioni coinvolte dal sisma.

A Teramo, ad Ascoli Piceno e a Norcia si stanno svolgendo i corsi di formazione di 25 ore, in 7 moduli, riservati ai docenti. La proposta ha visto una buona adesione da parte degli insegnanti:

  • 120 iscritti per il corso nelle Marche (5 incontri realizzati)
  • 62 iscritti per quello in Abruzzo (4 incontri realizzati)
  • 31 iscritti per quello in Umbria, che su richiesta della Dirigente Scolastica dell'IC di Norcia (sede del corso) è stato riservato ai soli docenti di quell'istituto per motivi di sicurezza e spazio disponibile, in quanto la scuola è stata trasferita nei container. A Norcia 2 incontri sono stati posticipati a cause delle abbondanti nevicate degli ultimi giorni.

I relatori che sinora hanno effettuato le lezioni sono stati considerati dai docenti dinamici, innovativi, capaci di stimolare nuove idee e metodologie da mettere in pratica.

Ad Amatrice si sono svolte 7 mattinate su 10 del progetto "Una mappa per non perdersi" che prevede la presenza di Tutor AID nelle classi IV e V primaria e I, II e III secondaria di I grado.

Il progetto prevede la presenza in aula di due equipe formate da un tutor dell’apprendimento e un educatore. La presenza dell’educatore è legata alla particolare situazione che i ragazzi stanno vivendo nel post terremoto. Lo scopo del progetto è inserire l’uso delle mappe mentali, concettuali e degli schemi all’interno delle normali lezioni svolte dai docenti, per tutti i ragazzi.

Dalla prima settimana di marzo prenderà il via anche "Segnali di rischio", il progetto per l’identificazione precoce di difficoltà di apprendimento. Le attività di screening, svolte dalle terapiste del centro riabilitativo Ria-h, verranno realizzate nelle scuole di Cittareale, Accumuli e Amatrice, tutti comuni in provincia di Rieti.

Condividiamo con voi il racconto di Giulietta Modesti, socia ed ex presidente della sezione AID di Rieti, sulle attività svolte in queste settimane nella scuola di Amatrice, e le difficoltà incontrate:

“Il progetto prevedeva una prima fase di introduzione alla comprensione e allo studio dei testi e delle lezioni attraverso strumenti carta e penna e una seconda fase in cui si presentavano mappe create al computer. In realtà stiamo progressivamente adattando le nostre proposte alla situazione. Infatti nelle aule non sono disponibili computer né proiettori o LIM (lavagna interattiva multimediale).

Questo complica la situazione, dato che possiamo contare solo sul pc e il proiettore della sezione AID che tuttavia può essere utilizzato da una sola delle due equipe alla volta

La maggior parte dei docenti ha accolto favorevolmente la nostra presenza e collaborazione ed è bello apprezzare alcuni risultati del nostro lavoro.

Un insegnante di italiano, seguendo l’esempio di una mappa concettuale da noi proposta su un canto dell'Iliade in prima media, ha tenuto una lezione di storia molto partecipata, in seconda media, costruendo insieme ai ragazzi attraverso il “brainstorming” una mappa sul XVII secolo, con tutti gli argomenti che avevano studiato fino a quel momento.

I ragazzi dapprima si aspettavano che la nostra presenza significasse “saltare la lezione”. Quando poi hanno compreso meglio la nostra proposta si sono mostrati molto collaborativi, per cui il primo risultato che i docenti ci hanno segnalato è stata una migliore gestione delle classi.

Lo scorso anno i docenti hanno avuto molte difficoltà a svolgere la normale programmazione con la necessità ora per i ragazzi, soprattutto per quelli che il prossimo anno si iscriveranno alle scuole secondarie di II grado, di recuperare il divario tra la loro preparazione e quella dei loro coetanei.

Questo si aggiunge alle loro situazioni personali, in alcuni casi veramente drammatiche. Le difficoltà non mancano e ci costringono ad una continua revisione e adattamento del lavoro.

A parte la mancanza di strumenti tecnologici adeguati resta attuale la paura per il terremoto: ci siamo trovati ad operare una mattina dopo una scossa sismica abbastanza importante, avvertita durante la notte da docenti e ragazzi, che ovviamente erano comprensibilmente turbati.

Oltre al lavoro in classe quando possibile un volontario è presente per svolgere attività di sportello informativo che fino ad ora sono state ritenute utili dagli insegnanti.

L’esperienza che stiamo vivendo impatta anche sul nostro stato d’animo: raggiungiamo la scuola di Amatrice passando attraverso quello che era il centro di Amatrice, ora zona rossa o per meglio dire cumuli di macerie derivanti dalla progressiva demolizione e frantumazione di quelle che un tempo erano case."

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